Amministrazioni, imprese ed enti di Modica, Ragusa e Vittoria lavorano insieme ai piani locali di riscaldamento e raffrescamento previsti dalla Direttiva UE 2023/1791.
Chi vive nelle nostre città lo sa bene: le estati sono sempre più lunghe e roventi, le bollette pesano, e molti edifici non sono pensati per proteggerci né dal caldo né dal freddo. Ripensare il modo in cui scaldiamo e raffreschiamo le città è una sfida che riguarda la qualità della vita di tutte e tutti, e che nessun Comune può affrontare da solo.

Per questo, presso il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, si è riunita per la prima volta la Comunità di Pratica territoriale di PLAN4COLD. Attorno allo stesso tavolo c’erano le amministrazioni di Modica, Ragusa e Vittoria, realtà come GAL Terra Barocca e Sicindustria, professioniste e professionisti del settore e altri enti del territorio. L’idea di fondo è costruire una strategia che vada oltre gli impianti e tenga insieme più dimensioni: la riqualificazione degli edifici pubblici e privati, la pianificazione e la rigenerazione urbana, il verde e le superfici della città, le fonti rinnovabili locali.
Ad aprire i lavori è stata la Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari. Ha ricordato che il cambiamento climatico è ormai un dato di fatto, che chiede di ragionare in modo concreto su come tutelare la vivibilità delle città e dei territori. Ha inoltre sottolineato che, se i centri più grandi della provincia si muovono in questa direzione, possono generare un effetto di emulazione e coinvolgere progressivamente anche gli altri Comuni.

Un lavoro che parte dai territori
PLAN4COLD, cofinanziato dall’Unione Europea all’interno del Programma LIFE, sta sperimentando con i Comuni un metodo innovativo per costruire i piani locali di riscaldamento e raffrescamento. L’art. 25 della Direttiva UE 2023/1791 li renderà obbligatori per i Comuni sopra i 45.000 abitanti. Per Modica, Ragusa e Vittoria è un’occasione concreta: arrivare all’appuntamento con interventi già analizzati e condivisi, utili anche per intercettare futuri finanziamenti su efficienza energetica, rinnovabili e rigenerazione urbana.
Nei giorni precedenti SVI.MED. ha incontrato le tre amministrazioni direttamente nelle loro sedi, per l’ultimo appuntamento del percorso di capacity building. Insieme abbiamo messo a fuoco il lavoro dei prossimi mesi: organizzare i dati, definire le priorità, coordinare le attività. All’incontro della Comunità di Pratica, insieme ad Ambiente Italia, abbiamo poi condiviso la roadmap, il piano per la raccolta dei dati e le modalità di coinvolgimento di ciascuna realtà. Ne è nato un confronto vivo, con tanta voglia di contribuire e di mettere a disposizione competenze e informazioni.

I prossimi passi, e come partecipare
Il percorso parte da una diagnosi comune su fabbisogni, consumi, emissioni e vulnerabilità al caldo, a cui seguiranno i piani d’azione dei singoli Comuni. L’obiettivo è completare la diagnosi entro la fine dell’anno e arrivare alle bozze dei piani nella primavera del 2027.
Anche la cittadinanza ha un ruolo. Il questionario rivolto a chi vive nei tre Comuni ha già raccolto circa 150 risposte, ed è ancora possibile contribuire: compila il questionario.
Per SVI.MED., partner locale del progetto, il valore di questo percorso sta nel modo in cui viene costruito. I piani nascono da un lavoro condiviso tra amministrazioni, realtà del territorio e cittadinanza, con il supporto tecnico di Ambiente Italia, che ne ha curato le linee guida. Continueremo così nei prossimi mesi: mettendo in rete competenze diverse e costruendo passo dopo passo strumenti che possano servire, domani, anche ad altri Comuni della provincia.


