Innovazione e sostenibilità per le serre a Malta: il primo Local Info-Day di PROTECHMED

Innovazione e sostenibilità per le serre a Malta: il primo Local Info-Day di PROTECHMED

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A Malta, dove lo spazio è una risorsa preziosa, la sfida centrale per il settore agricolo è duplice: come innovare le produzioni valorizzando le strutture esistenti? A questa domanda cruciale si è cercato di dare risposte concrete in occasione del primo Local Info-Day di PROTECHMED, un importante momento di confronto che ha visto la partecipazione di Keith Azzopardi Tanti,
Ministro per i Fondi Europei, il Dialogo Sociale e la Tutela dei Consumatori, di rappresentanti del governo, accademici, istituti di ricerca nonché di operatori del settore agricolo. L’obiettivo dell’incontro è stato chiaro: capire come l’innovazione possa aiutare il settore serricolo maltese a rimanere sostenibile dal punto di vista ambientale e redditizio sul mercato, supportando i coltivatori di fronte al cambiamento climatico, alla pressione sulle risorse idriche e all’aumento dei costi di gestione.

Nel corso della giornata sono stati presentati i dati ufficiali sulla realtà agricola dell’isola: pomodori, zucchine e fragole rappresentano complessivamente 51,7 ettari, pari al 68,3% del totale nazionale (75,7 ettari). I distretti settentrionale e occidentale concentrano 54,7 ettari (il 72,3%), mentre la regione di Gozo e Comino estende la coltivazione su 12,8 ettari. Il quadro delineato dal Libro bianco del 2026 evidenzia diverse criticità, tra cui la variabilità climatica, il caro costi, la carenza di manodopera e le pressioni demografiche. La risposta strategica punta pertanto ad affiancare i produttori nell’adozione di migliorie mirate, rafforzandone le competenze tecniche e la continuità aziendale.

 

Un approccio a quattro prospettive

L’argomento è stato affrontato sotto quattro prospettive complementari: la formazione agricola attraverso il Dipartimento di Agricoltura dell’Università di Malta (MCAST), la ricerca applicata tramite la Direzione della Ricerca del Ministero dell’Agricoltura (MAFF), l’esperienza dimostrativa attraverso SVI.MED. in Sicilia e l’esperienza del settore privato. Presente Manuel Sapiano, Chief Officer di Rizorsi Agrikoli Malta, l’agenzia nazionale maltese che si occupa della gestione, della protezione e della regolamentazione delle risorse fondiarie agricole del Paese, che nel corso del suo intervento ha presentato i dati sulla serricoltura maltese, mettendone in luce le principali sfide e le opportunità di crescita. Un quadro che aiuta a comprendere quanto l’innovazione sia importante per il futuro delle aziende agricole dell’isola.

 

Il ruolo e le opportunità del progetto PROTECHMED

Al centro del dibattito si è inserito il contributo di PROTECHMED, illustrato da Emilia Arrabito, direttrice di SVI.MED. Si tratta di un progetto di cooperazione transfrontaliera che accompagna l’agricoltura maltese verso l’adozione di nuove tecnologie, partendo dall’ottimizzazione delle colture protette esistenti fino alle frontiere del vertical farming. PROTECHMED, così come è stato sottolineato, offre l’opportunità di conoscere i siti dimostrativi in serra in Sicilia e in altri Paesi del Mediterraneo che esplorano approcci come la coltivazione a ciclo chiuso, l’irrigazione automatizzata, il monitoraggio delle serre e la gestione energetica. “La rilevanza del progetto per Malta risiede nella combinazione di accesso, apprendimento e co-progettazione – ha sottolineato Emilia Arrabito –. L’iniziativa mette in contatto le PMI con un archivio di buone pratiche, siti dimostrativi, attività formative e una rete di collaborazione. Malta può contribuire a questo scambio apportando la propria esperienza e le proprie buone pratiche. L’interesse è stato alto tra i partecipanti, soprattutto per le serre fotovoltaiche, pertanto abbiamo invitato una delegazione a venire in Sicilia per alcune visite tecniche sul campo”. Le visite di studio e gli scambi diretti con i coltivatori siciliani rappresentano un’occasione preziosa per permettere agli agricoltori maltesi di valutare investimenti mirati, anticipando difficoltà operative e fabbisogni di assistenza post-installazione.

Infine, Giovanni Iacono, presidente di SVI.MED., ha ricordato i vent’anni di impegno del Centro nella geopolitica dell’acqua e nella costruzione di solide connessioni con i Paesi del Mediterraneo e dei Balcani. Proseguono dunque le iniziative orientate a stringere nuove sinergie tra i Paesi dell’area euromediterranea: territori diversi per specificità ma uniti dalla comune ricerca di soluzioni concrete per l’agricoltura del futuro.